La rivoluzione digitale
Pubblicato in Archivio il 2 luglio, 2009Cara Paola, la domanda non è facile, ma è piacevole parlarne. Quando iniziai a lavorare , alla fine degli anni Ottanta, nel campo della ripresa si iniziava a parlare della futura rivoluzione digitale, ma ancora non se ne potevano presagire gli effetti ne la velocità che avrebbe avuto.
All’epoca, l’immagine era ripresa, registrata, montata, elaborata, solamente in modo analogico. Iniziavano , è vero, ad essere abbastanza diffusi, a costi ancora abbastanza alti, gli effetti digitali per le grandi produzioni cinematografiche, ma la tecnologia digitale non era alla portata di tutti. Alla scuola di cinematografia, ancora si spiegava, come avveniva la lavorazione in truca, che ora è un termine da museo e i più giovani lettori non sapranno nemmeno di che cosa si tratta.
Per intenderci, io ho fatto la scuola del cinema nel 1989, non negli anni Cinquanta.
All’epoca dei mondiali di calcio del ’90 iniziavano ad essere abbastanza diffuse le camere a ccd e si abbandonarono le vecchie camere a tubi plumbicon, che però erano ancora un punto di riferimento qualitativo. I costi per l’acquisto di queste camere erano altissimi: centinaia di milioni l’una. Una regia mobile poteva costare qualche miliardo delle vecchie lire. Iniziavano i primi esperimenti di ripresa e registrazione ad alta definizione. Con difficoltà tecniche enormi. Per farti solo un esempio uno dei sistemi prevedeva l’impiego di due registratori da un pollice ampex che registravano ognuno una semi immagine da 625 linee televisive che poi, in fase di lettura, doveva essere rimessa insieme per formare il fotogramma completo ad alta definizione. Ti lascio solo immaginare quali fossero i problemi legati anche solo alla sincronizzazione delle due macchine e i costi che questo sistema aveva !
Oggi l’alta definizione si può registrare su di un nastro DV poco più largo, della dimensione che avevano i vecchi e fruscianti nastri delle musicassette audio analogiche.
La cosa interessante è che l’avvento dell’alta definizione in televisione non è stata decisa “dall’alto”. Non è avvenuto, come per l’avvento del colore che le televisioni imponessero questa nuova tecnologia.
La novitĂ dell’ HD è iniziata invece dal basso, dalle camere consumer. Le prime immagini HD sono state viste su monitor da computer, perchè i televisori non avevano ancora una risoluzione così alta. Questa volta la Televisione si è accodata ad una rivoluzione che era giĂ avvenuta. Questo ti da l’idea del primo grandissimo impatto del digitale: l’enorme contrazione dei costi. Le ultime camere ad altissima definizione, ad esempio la Red one, con una definizione di 4 K (enormemente superiore al 2 K che è ancora lo standard mondiale per gli effetti digitali per la cinematografia 35 mm), sono oggi giorno alla portata di tutti. E possono funzionare anche con ottiche fotografiche che qualunque buon dilettante ha in casa: Nikon, Canon, Leica, Minolta ecc…! La cosa incredibile è che per la prima volta, anche gli altri parametri dell’immagine sono di altissima qualitĂ ! Non solo la risoluzione, ma anche la latitudine di posa (cioè la capacitĂ di leggere e riprodurre i contrasti di luminanza), la rumorositĂ , la resa dei colori e la sensibilitĂ iniziano ad essere di un ordine di grandezza simile a quelle delle migliori pellicole. Questo, anche se oggi la qualitĂ dell’immagine elettronica HD è ancora leggermente meno buona di quella della pellicola. Ma il paragone è lecito, e fino a tre o quattro anni fa era ancora improponibile, impensabile. La stessa identica cosa si può dire per i computer che si debbono usare per la post produzione. Questo enorme incremento della qualitĂ ed abbattimento dei costi permetterĂ entro pochi anni (in realtĂ giĂ oggi è così) a chiunque, di produrre filmati con la stessa qualitĂ che oggi è alla portata dei grandi maestri del cinema. Questo ci ha fatto “tornare ragazzi”. Ognuno si sente, a ragione, un pioniere. La libertĂ di ideazione e realizzazione, per noi direttori della fotografia, inizia ad essere simile a quella sempre avuta lavorando in pellicola. Si possono fare le luci ad occhio e misurare con l’esposimetro solo come ultima cosa prima del “motore!”. Lavorare così è molto divertente! Ed il grande aumento di definizione impone una maggiore attenzione, un maggior rigore. Questo non cambia nulla solo per coloro che lavorano abitualmente in pellicola. Cambia moltissimo, invece, il protocollo di lavorazione per coloro che hanno imparato lavorando solo con l’elettronica. I possibili sviluppi sono ancora difficilmente prevedibili. Le prossime conquiste dovrebbero riguardare la distribuzione da un lato e ancora gli apparecchi video dall’altro. Si prevede che possa cadere definitivamente il “diaframma” che ha sempre separato la cinematografia dalla fotografia. Probabilmente in futuro un medesimo apparecchio farĂ foto e filmati con la stessa qualitĂ . E con un numero di scatti al secondo impressionante. Altrettanto probabilmente la distribuzione subirĂ una rivoluzione. E’ logico immaginare che questa potrĂ avvenire, oltre che nei circuiti cinematografici tradizionali (magari non piĂą con costosissime copie in pellicola, ma con videoproiezioni ad altissima definizione) anche, e con la medesima qualitĂ , attraverso internet. Quel giorno la libertĂ di espressione di ogni regista, di ogni film maker, dovrĂ fare i conti non piĂą con la volontĂ ed i mezzi del produttore, ma unicamente con la propria personale libertĂ di ideazione. Questo è quello che ci auguriamo tutti. L’unico dubbio è: come faremo a vedere tutta questa enorme mole di filmati prodotti ed autoprodotti? Probabilmente aumenterĂ molto l’offerta ed ogni singolo film verrĂ visto da moltissime meno persone.